La Torino proibizionista anni ’20

i_009[1]

Sono passati 100 anni dall’esperienza proibizionista negli U.S.A., la storia si ripete?

Pare che l’ordinanza sia stata fatta. L’articolo de La Repubblica inneggia, a ragione, al Proibizionismo.

A me, leggendo l’articolo, quando troverò l’ordinanza, se sarà il caso, farà degli aggiornamenti, pare proprio una grande cazzata!

Spiego:

  • Questo tipo di provvedimenti portano ad uno stato di illegalità diffuso. (è storia che i divieti portano alla creazione di situazioni “alternative” “illegali”
  • Perché colpire tutti i locali di somministrazione se sono anni che reputiamo responsabili le rivendite e diciamo che i ragazzi che creano problemi nei locali manco ci entrano?
  • Chi ha scritto questa delibera non credo conosca il territorio e non credo che abbia parlato con TUTTI i residenti e con i gestori
  • Questo è l’accordo con i comitati in campagna elettorale? (il muro contro muro tra gestori e residenti ormai non ha più senso di esistere)
  • Manca di coraggio e di inventiva.
  • Disattende tutto un lavoro che dura da anni di riappacificazione tra attività commerciale e residenti per colpa di una minoranza di “lamentoni” che alzano la voce (non faccio nomi ma li sappiamo….)
  • ah… queste cose ledono la libera concorrenza o si fa in tutta la città o qualcuno si incazza.

Io sono contrario. I locali devono poter fare il loro lavoro nel rispetto delle norme vigenti.

Sono anni che lo ripetiamo, prima da commerciante, poi da presidente dell’associazioni commercianti di Sansalvario (2014/2015), poi da residente: colpire solo i locali e non gli avventori (del quartiere) non ha senso!

Sono anni che chi arriva a Sansalvario pensa di arrivare nel paese dei balocchi e pensa di poter fare quello che vuole, a prescindere da dove decide di passare la serata, questo per anni è stata anche responsabilità di alcuni locali, ora non è più così.

Cara giunta, venite a fare un sopralluogo in Largo Saluzzo all’1 di notte, vi accompagno volentieri io, e capirete subito quanti i locali siano danneggiati da quello che succede. Ragazzi dai 16 ai 25 anni che arrivano da casa con gli zaini pieni di bottiglie, le comprano il pomeriggio, o anche nelle rivendite di alcool che trovano in quartiere, poi ci sono i locali, frequentati da un’altra tipologia di avventori, un po’ più grandi e meno rumorosi perché i locali, almeno quelli sotto casa, sono anni che si sono dotati di un servizio d’ordine.

Il problema sono le auto? PER FAVORE fate in modo che la metropolitana possa viaggiare h24, fate controlli sui parcheggi residenti, trovate delle soluzioni perché la gente non raggiunga San Salvario in auto.

Io non ho nessun interesse a  difendere i bar notturni, anche perché, secondo me, non danno nulla di aggiunto al divertimento notturno, questa è una città che negli ultimi 15 anni a perso molto in cultura notturna, in concerti, in attività di divertimento. Le sale concerto si contano sulle dita di UNA mano, i locali dove si può trovare un cartellone di eventi cultural-ricreativi sono diventati pochissimi, anche la cultura del buon bere ha perso nei confronti dei supermarket dell’alcool a basso costo. Questo lo imputo tanto alle scelte imprenditoriali fatte dai privati negli ultimi anni.

”Cara” Sindaca e giunta, mi dispiace ma avete ancora una volta sbagliato. Non siete stati “alternativa” nè “coraggiosi” nell’affrontare un problema. Serve un patto tra residenti, commercianti e clienti per ristabilire un contratto sociale di buon vivere che possa permettere a tutti di raggiungere le proprie finalità, ecco, questo mi aspettavo da chi si è definito “alternativa”, non la Chicago degli anni ’20.

Questo è un primo pensiero dovuto ad un articolo della Repubblica OnLine di stamattina, vorrei leggere l’ordinanza e commentarla punto per punto.

AGGIORNAMENTO:

qua l’ordinanza

proibizionismo1

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *