DEL FALLIMENTO DELLE COMMISSIONI DI QUARTIERE

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Stavo riflettendo sull’incontro di martedì scorso sulla commissione di quartiere, sono giunto ad alla conclusione che non si può parlare di democrazia diretta né partecipata, ma solo di un passatempo inutile per i cittadini che vogliono essere attivi e non hanno meglio da fare (come lo sono io).

Bisogna dare una direzione precisa ad un’assemblea. Se no diventa l’ennesimo luogo dove ci si lamenta e non si costruisce nulla.

Qual è il ruolo di questa commissione? Bisogna dare le linee guida per il quartiere? A che livello? Sociale? Culturale? Assistenziale? Si parlerà di mobilità ed accessibilità? Di cosa si parlerà? Dall’incontro di martedì ne sono uscito più confuso che mai.

Per trattare temi specifici ed importanti non servono professionisti ed esperti? La GGente  non basta, è un abbassamento della cultura di partecipazione politica, il parlare senza sapere, il prendere le decisioni senza studiare, il pensare di essere tuttologhi e soprattutto pensare che la GGente sia l’organo onnisciente per antonomasia.

Ho forti dubbi che un’assemblea che si deve dare sia metodi che temi possa produrre un documento annuale, perché di questo si parla, che possa essere utilizzato.

A questo punto la domanda è d’obbligo: qual è il ruolo della politica in tutto ciò? Se non indirizza, non da metodo, non da contenuti?

La politica dovrebbe essere l’avanguardia, ora è la retroguardia…. Retroguardia culturale (vedasi il trattamento che riserva il consiglio di circoscrizione 8 alle attività culturali di quartiere in quest’ultima settimana). Si salvano poche persone (e non necessariamente della mia parte politica).

Non invidio i presidenti di queste commissioni, hanno una patata bollente in mano.

Ho il modulo di iscrizione qua davanti, lo compilerò e lo consegnerò.

iscrivetevi tutti qua il link

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