Il piccolo commercio come presidio di un quartiere

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La vita di un quartiere vive e si sviluppa nelle sue strade e nelle sue piazze.

La missione fondamentale di un amministratore è quella di incentivare e sviluppare un senso di comunità all’interno del tessuto urbano che si propone di gestire. Uno degli attori fondamentali per la creazione di questo sentimento è senza dubbio il piccolo commerciante che tutti i giorni apre il proprio negozio e fornisce un servizio fondamentale agli abitanti della zona, produce e vende beni e servizi, promuove la socialità, presidia il territorio e, a volte, funge anche da deterrente contro il degrado infrastrutturale e culturale di un determinato luogo.

La nostra circoscrizione, che con l’accorpamento è diventata immensa, si trova ad affrontare diversi problemi e diverse sfide in tal senso, dalla proliferazione di attività notturne in Sansalvario alla difficoltà di arrivare a fine mese della comunità commerciante di altre zone (penso a via Nizza, la zona del cantiere del palazzo della regione e della metropolitana).

La circoscrizione ha pochi mezzi per poter sviluppare in modo sensibile le politiche sul commercio ma incentivare la creazione di una rete di commercianti è senz’altro un ottimo modo per sviluppare un territorio. Le associazione di via, però, vanno accompagnate nella valorizzazione di un tessuto solidaristico e nello sviluppo di politiche territoriali, promuovendo anche associazioni commerciali di scopo e di settore per la creazione di distretti diffusi su tutta la circoscrizione riconoscibili su tutto il territorio cittadino.

Le associazione di commercianti devono diventare interlocutori seri per l’amministrazione e non solo luoghi per organizzare feste di via e luci di natale, ma si devono confrontare in modo serio e competente in primis con la circoscrizione che a sua volta deve avere il compito di ascoltare e promuovere iniziative ed istanze.

Compito di una circoscrizione è anche promuovere l’acquisto di beni e servizi nei negozi di prossimità, attuare, tramite campagne mirate, un cambiamento culturale che mira non solo allo sviluppo dell’economia di quartiere ma soprattutto alla creazione di un senso di comunità fondamentale per la rinascita sociale e culturale dei quartieri, soprattutto quelli dove le diseguaglianze sono più marcate.

La valorizzazione del commercio di prossimità dovrà passare anche alla promozione di comportamenti virtuosi, quindi alla diminuzione dei rifiuti e degli imballi, all’utilizzo e alla vendita di prodotti di qualità con filiera accertata che, con l’imminete arrivo della raccolta differenziata dei rifiuti, possa permettere di discutere con l’amministrazione comunale degli incentivi economici per facilitare queste azioni.

Compito di una circoscrizione è sviluppare e sostenere i mercati rionali (che spesso e volentieri patiscono la grande distribuzione), cercando, insieme alla Città nuovi modi di intendere il commercio ambulante, sviluppando progetti di innovazione degni di una città europea, con un’immagine accogliente, con la possibilità di consumare i prodotti direttamente al banco, con il coinvolgimento di nuovi artigiani e designer che possono rinnovare l’offerta dei prodotti. Vedo un mercato rionale che mantenga i suoi tratti tradizionali ma che possa accogliere le novità e, perchè no, diventare laboratorio di sperimentazione per tutta la città.

Il Comune di Torino sta da anni cercando di riqualificare i mercati rionali, lo sta facendo in modo confuso e segmentato, senza, come al solito, una visione d’insieme del problema e soprattutto nulla si è fatto nella nostra circoscrizione.

La circoscrizione non è stata in grado di attivare progetti concreti sui mercati, penso al progetto “Fa Bene” che si occupa degli avanzi del mercato, li raccoglie e li ridistribuisce, completamente inascoltato dal nostro coordinatore al commercio.

Il piccolo commercio di prossimità è uno dei fondamenti per l’esistenza stessa di un sentimento di appartenenza alla comunità in cui si vive, deve essere valorizzato e promosso.

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